Cominciamo a compostare

Una volta realizzato il contenitore cominciamo ad utilizzarlo. Ho ribadito piu’ volte che l’aereazione e quindi l’ossigenazione è fondamentale per cui d’apprima andremo a riempire lo spazio che si è creato tra la gabbia/vaso e tra la gabbia/fondo del vaso con del materiale da riempimento grossolano (es. rametti secchi ). Il materiale al fondo eviterà che il compost in formazione andrà ad ostruire i fori di aereazione che abbiamo creato mentre quelli laterali ad evitare che la rete di plastica si deformi man mano che la andremo a riempire. Se abbiamo utilizzato una rete metallica quest’ ultimo riempimento si può evitare.

A questo punto cominceremo ad inserire dentro il contenitore i nostri rifiuti . Ogni volta che peleremo le patate oppure faremo una potatina alle nostre piante (rametti sottili o foglie secche e non) e quindi produrremo scarti sappiamo dove inserirli. Sebbene il sistema consentirebbe di tenere il contenitore anche all’ interno dell’ appartamento, in quanto non si producono cattivi odori, magari inizialmente non lo fate perchè non avendo ancora dimestichezza si potrebbe avere un eccesso di umidità dei rifiuti e qualche cattivo odore si potrebbe verificare (ma  tutto rimediabile). Tra una posa di rifiuti ed un’ altra cospargerete, non necessariamente sempre, una spolverata di terriccio per piante. Il terriccio porta con se la carica batterica giusta affinchè il nostro tipo compostaggio a freddo si attivi piu’ rapidamente e ci eviterà di dover acquistare un attivatore specifico. Successivamente quando avremo già pronto del compost maturo lo potremo utilizzare anche per questo scopo. Un altra funzione che la spolverata di terriccio svolge è quella di creare una barriera, soprattutto nei periodi e climi caldi, tra il compost e gli innocui moscerini della frutta che verranno irrimedilmente attratti soprattutto dall’ odore delle bucce della frutta. Per evitare questo fenomeno si può ricorrere anche sovrapponendo sul compost un foglio di giornale oppure incollando all’interno de coperchio una rete tipo zanzariera.

Non è necessario verificare quotidianamente gli eventi  (sebbene è normale la curiosità dei primi periodi) ma sarebbe buona norma ogni 2 settimane (inizialmente ogni settimana) dare una rimescolata con una paletta da giardiniere o qualsiasi attrezzo adatto per ossigenare il tutto e controllare lo stato di umidità che non deve essere eccessivo ma neanche troppo secco. Nel primo caso andremo ad aggiungere materiale secco tipo foglie secche o cartoncino tipo quello della carta igienica che è molto assorbente (molto utile nei casi disperati la cenere della carbonella o del camino) nel secondo caso vaporizzando acqua (non un’ innaffiatura da far uscire l’acqua dal sottovaso). Per valutare empiricamente il giusto grado di umidità, se tocchiamo con la mano il compost deve essere umido ma non ci dobbiamo bagnare. Se in occasione di questo sondaggio con la mano avvertiamo un leggero calore la cosa è del tutto normale anzi è un buon segno.

Dopo qualche mese dovremmo avere un prodotto con già un buon profumo di sottobosco (foto sotto) che quasi pronto per essere riutilizzato come substrato o come concime per le nostre piante.

 

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QUALI RIFIUTI DA CONVERTIRE

I rifiuti da poter convertire in prezioso humus (o concime) per le nostre piante sono tutti quei rifiuti umidi che normalmente produciamo come scarto delle nostre tavole e quindi: bucce di patate, di frutta, verdure cotte e crude, gusci d’uovo, resti delle angurie, tufo di caffè, carta (tovaglioli, contenitori delle uova,rotoli rimasti della carta igienica), cartone (NO tetrapack ovvero i contenitori del latte) cenere della carbonella, le ramaglie e resti della potatura delle nostre piante. NON possono essere convertiti carne, pesce, ossa, formaggi latticini e ovviamente plastica lattine vetro.